Passa ai contenuti principali

Nel giardino di Epitteto

Prima dì a te stesso cosa vorresti essere:
poi fai ciò che devi fare.
Epitteto

J. Millais, Ofelia


" Il piacere di vedere questi frutti e la frescura prodotta da questi alberi frondosi sono"
disse il Maestro
altrettante sollecitazioni della natura ad abbandonarsi alle migliori delizie 
di un pensiero sereno.
Non c'è ora più adatta alla meditazione sulla vita, per inutile che sia,
di questa in cui, sebbene il sole non volga ancora al tramonto, il pomeriggio perde
già il calore del giorno e pare si levi una brezza dai campi che si rinfrescano.
"Sono molti i problemi che ci occupano e tanto il tempo che abbiamo perso per
scoprire che non possiamo risolverli. Metterli da parte, come chi passa senza voler vedere,
sarebbe stato molto per l'uomo e poco per Dio; affidarvisi, fino ad esserne dominati,
sarebbe stato vendere ciò che non possediamo.
"Riposate con me all'ombra degli alberi verdi, su cui non pesa altro pensiero che il seccarsi
delle foglie quando viene l'autunno o il molteplice distendersi di irte dita verso il cielo
dell'inverno che va. Riposate con me e meditate quanto sia inutile lo sforzo, 
estranea la volontà.
Riflettete anche come una vita che non vuole niente non possa pesare sul corso degli eventi,
perchè non può ottenere tutto.
E ottenere meno che tutto non è degno delle anime che aspirano alla verità.
"Vale di più, figlioli, l'ombra di un albero che la conoscenza della verità, perché
l'ombra dell'albero è vera finché dura, mentre la conoscenza della verità è di per sé falsa.
Vale di più, per una giusta comprensione, il verde delle foglie che non un grande pensiero,
perché il verde delle foglie potete mostrarlo agli altri, ma mai potrete mostrare agli altri un grande pensiero.
Nasciamo senza saper parlare e moriamo senza aver saputo dire. La nostra vita trascorre
fra il silenzio di chi tace e il silenzio di chi non è stato compreso, e intorno a tutto ciò,
come un'ape in un luogo senza fiori, aleggia sconosciuto un inutile destino.
[PI, 429]


Nel giardino di Epitteto pag. 50 - Pagine Esoteriche - Fernando Pessoa


Commenti

Post popolari in questo blog

"La Fantasia è un posto dove ci piove dentro" ITALO CALVINO

"La Fantasia è un posto dove ci piove dentro" Dalle “Lezioni americane” di Italo Calvino Sei proposte per il prossimo millennio



Il soffitto dei Desideri....dove ci piove dentro!

... da Lezioni Americane di Calvino, un testo che amo particolarmente e che lessi nel '90..mi ispirò innumerevoli letture e mi fece conoscere Borges e ogni tanto ci torno per "metterci una mano dentro e tirarci fuori la magia come dal cappello"..ora la interpreto così: la fantasia non ha tempo, forma, colore, densità, odore, è tutto e il suo opposto, è quello che voglio, che creo fingendo io..un posto dove ci piove dentro..dunque..quando piove dentro, vuol dire che c'è un foro, un buco, un piccolo passaggio, o una voragine, una grossa perdita..insomma una falla..una falla nella fantasia? cosa potrà mai essere?
LA DURA E MERA REALTA'! KE-R


«Ci sono giorni in cui ogni cosa che vedo mi sembra carica di significati: messaggi che mi sarebbe difficile comunicare ad altri, definire, t…

IERNOTTE MENTRE DORMIVO - Antonio Machado (1875-1939)

IERNOTTE MENTRE DORMIVO
Iernotte mentre dormivo sognai, felice illusione!, che una fontana fluiva dentro il mio cuore. Dimmi, per che gora nascosta, acqua, giungi fino a me, sorgiva di nuova vita dove non bevvi mai? Iernotte mentre dormivo sognai, felice illusione!, che un alveare avevo  dentro il mio cuore; e le api dorate fabbricavano in esso, con le vecchie amarezze, bianca cera e dolce miele. Iernotte mentre dormivo sognai, felice illusione!, che un sole ardente splendeva dentro il mio cuore. Ardente perché dava calore, di rosso focolare, e sole perché rischiarava e perché faceva lacrimare. Iernotte mentre dormivo sognai, felice illusione!, che era Dio quel che avevo dentro il mio cuore.
Antonio Machado (1875-1939)

Ciao Nonna


Il libro dell'Inquietudine di Bernardo Soares - Fernando Pessoa

Il libro dell'Inquietudine di Bernardo Soares



http://www.leonor-fini.com/Versionanglaise/index_a.htm http://it.wikipedia.org/wiki/Leonor_Fini


"Le figure immaginarie hanno più spessore e verità di quelle reali. Il mio mondo immaginario è stato sempre per me l'unico mondo vero. Non ho mai avuto amori così reali, così pieni di verve, di sangue e di vita come l'amore vissuto con figure uscite da me stesso. Che peccato! Ne ho nostalgia perchè, come ogni amore, anche questi amori passano"...nota 198(367) Il Libro dell'inquietudine di Bernardo Soares - Fernando Pessoa
"Non ho fatto altro che sognare. Questo, e questo soltanto, è sempre stato il senso della mia vita. Non ho mai avuto altra preoccupazione vera se non la mia vita interiore. I più grandi dolori della mia vita sfumano, quando, aprendo la finestra che si affaccia sulla strada del mio sogno, e guardando il suo andamento, posso dimenticare me stesso". 200(373) Il Libro dell'inquietudine di Bernar…